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Le Impronte del Ghiacciaio

QUEL CHE RESTA DEI GHIACCIAI 3

LE IMPRONTE DEL GHIACCIO

 

 

Tra il 900 e il 1300 della nostra era, periodo che gli storici chiamano “pieno medioevo”, la temperatura della terra si è alzata di circa  1,5 gradi centigradi. Si è trattato di un riscaldamento globale che ha portato, alle nostre latitudini, delle significative conseguenze positive. Inverni meno rigidi e più secchi ed estati più lunghe hanno favorito le coltivazioni di cereali che erano alla base dell’alimentazione. Maggiore disponibilità di cibo ha avuto come conseguenza l’aumento della popolazione. In altre regioni della terra, invece, questo grado di calore in più ha reso più difficile la vita di chi prima abitava regioni fertili che l’aumento di temperatura ha trasformato in aree semidesertiche.

Dal 1400 fino alla metà dell’800 il clima è tornato a raffreddarsi. Le ipotesi che hanno provocato queste variazioni sono ancor oggi oggetto di studio, di certo per ora possiamo dire che di quei cambiamenti non era responsabile l’uomo.

Da alcuni anni si sente con insistenza ed allarme parlare sempre più spesso di riscaldamento globale. La differenza rispetto al passato è che queste variazioni sono più rapide ed è ormai chiaro che responsabile dell’aumento della temperatura è l’inquinamento provocato dalle attività umane.

Gli storici del clima compiono i loro studi osservando il movimento dei ghiacciai e gli anelli che indicano la crescita degli alberi unitamente alle testimonianze che scrittori e cronisti ci hanno lasciato.

La visita al Giardino dei ghiacciai di Lucerna ci offre la possibilità di conoscere l’aspetto della regione alpina durante l’ultima grande glaciazione. Immagini, postazioni interattive e il segno, fisicamente tangibile, di un antico ghiacciaio ci aiuteranno a capire quali sono le conseguenze dei cambiamenti climatici.

La seconda parte della giornata ci porta al  Bourbaki Panorama. È una visita di carattere storico-artistico. Si tratta di una pittura murale che si sviluppa su di una circonferenza di oltre 100 metri per 10 metri di altezza. Racconta della guerra franco-prussiana del 1870-71 che colpì profondamente l'opinione pubblica dell'epoca. Se ne occuparono i quotidiani e i pittori tradussero in immagine l'evento. Il Bourbaki-Panorama di Lucerna è una rappresentazione umanistica e critica nei confronti della guerra dell'attraversamento dei confini dell'armata orientale francese, guidata dal Generale Bourbaki, e del suo ingresso in Svizzera nell'inverno del 1871.

 

Il GIARDINO DEI GHIACCIAI È MOLTO PIÙ DI UN MUSEO È UN VIAGGIO NEL TEMPO DAGLI ALBORI DELLA TERRA AI GIORNI NOSTRI

 

Pannelli didattici, filmati, ritrovamenti e ricostruzioni permettono al visitatore di ripercorrere la storia del nostro pianeta dall'inferno iniziale fino alle ultime glaciazioni.

È difficile credere che appena 20'000 anni fa la Svizzera – così come il resto del continente – fosse ricoperta da uno strato di ghiaccio spesso quasi un chilometro.

Ancora più inverosimile l'idea che 20 milioni di anni prima l'odierna “mite” Elvezia assomigliasse più ad un'isola dei Caraibi che a un paese alpino.

UNA SCOPERTA STRAORDINARIA

Era il 2 novembre 1872 quando Joseph Wilhelm Amrein-Troller, un mercante di vini di Lucerna, durante i lavori per la costruzione di una cantina, scoprì qualcosa di straordinario: una marmitta gigante risalente all'Era glaciale.

Questa specie di imbuto a spirale – di 8 metri di diametro e quasi 10 di profondità - che penetra nel terreno e sembra voler scendere fino alle viscere della terra, è il risultato del lento scioglimento dello strato di ghiaccio che per quasi 200'000 anni ha ricoperto la tranquilla cittadina della Svizzera centrale.

L'azione turbinosa delle acque di disgelo, mischiate alla sabbia e alla ghiaia, hanno levigato la roccia sottostante formando dapprima un buco che col tempo, svariati secoli, si è poi trasformato in una voragine.

 

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